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Vinyasa Yoga

Vinyasa Yoga

Lo Yoga chiamato Vinyasa Flow è un’approccio dinamico all’Hatha yoga, adottato agli inizi del ‘900 dal maestro indiano T. Krishnamacharya, noto soprattutto per aver formato alcuni dei più celebri maestri contemporanei, destinati a diffondere lo yoga in tutto il mondo: B.K.S. Iyengar, K. Pattabhi Joys, Indra Devi e altri.

Vinyasa, è una parola sanscrita e come tale ha molti significati, il principale è il concetto di “respiro coordinato con il movimento”, mentre il termine flow significa “fluire, flusso, scorrere” ed è la caratteristica di questa forma di Yoga il “fluire” con lentezza, dolcezza e consapevolezza nel passaggio da un’asana all’altra, attraverso il ritmo del respiro.

Un’altra traduzione che trovo molto interessante è “presenza (Vi) nel cambiamento (Nyasa)”. Nella pratica sul tappetino sperimentiamo ogni volta, come nella vita, che il corpo e la mente attraversano un flusso ininterrotto di cambiamenti: gioia, fatica, paura, frustrazione, pace, leggerezza, rigidità, flessibilità, stanchezza, grazia, apertura…

Eppure in questa trasformazione continua, ognuno di noi intuisce la presenza di una continuità, l’affacciarsi della consapevolezza che apre le porte alla scoperta e accettazione di sé. 

Scopo della pratica non è la flessibilità o arrivare a fare posizioni sempre più complesse, bensì “Sthira sukham asanam”(Patanjali): stare stabili e comodi in ogni posizione, ovvero maturare la capacità di “stare in armonia” con ciò che siamo e viviamo, dentro e fuori.

“The mind lights the path, the body walks each step, and the courageous heart opens all the doors needed to attain the long-lasting result of inner peace” – “La mente illumina il sentiero, il corpo cammina ogni passo e il il cuore coraggioso schiude tutte le porte necessarie ad ottenere interiore e duratura pace” (Kino MacGregor)